Appello per aiutare Salavat
Scritto da Jolly Lamberti il 01-06-2010 in Climbook

Ho conosciuto Salavat Rakhmetov molti anni fa, quando partecipavo alle gare di coppa del mondo. Sono rimasto agghiacciato da quello che è accaduto a sua figlia di 5 anni.
Professionista della scalata, ex campione del mondo, Salavat spesso è costretto a portare sua figlia in falesia per potersi allenare.
Mentre scalava in falesia in Turchia, lontano dal suo paese, con la moglie che lo assicurava, un masso si è staccato, ha colpito sua figlia, che ora è gravissima e in coma. Le è stata amputata una mano, ha diverse fratture agli arti, ma la cosa più grave è la testa. E’ bisognosa di altre operazioni al cervello per rimuovere frammenti di ossa del cranio.

Salavat non ha più soldi per le cure, molto costose, e vorrei contribuire all’appello lanciato su planetmountain per contribuire inviandogli dei soldi.
Il problema è che l’assicurazione medica termina il 28/05/2010 e non è possibile trasportare la bimba in queste condizioni. Il periodo di soggiorno in ospedale può durare da due settimane ad un mese e il costo, senza gli interventi, sarà di circa $74,000. Il noleggio di un aereo speciale per trasportara Zalia a casa è di circa $49,000. In sostanza, ha bisogno di $123,000.

Le coordinate per i versamenti
Pagamento sul conto corrente in EURO
SWIFT-code: SABRRUMM011
Banca: Sberbank (Operations Department)
Indirizzo: Moscow, Russia
Numero conto: 42307978100020001331
BIC: 044525225
Intestatario: Rakhmetov Salavat (Kipaevich)

Le falesie, ricordiamocelo, non sono posti sicuri.
A Grotti per esempio, da sempre, cadono sassi. Dall’alto, anche senza nessuno che li smuova, soprattutto dopo le piogge.
Grotti è sempre piena di bambini.
A Grotti, oltre i sassi che potrebbero cadere, in questa stagione ci sono anche molte vipere. Io stesso ne ho vista una, la settimana scorsa, al settore Erotica.

Essere un genitore che si coltiva i propri spazi, non più soltanto un genitore che dona e si dona ai propri figli, non ha nulla di negativo.
La generazione dei nostri genitori,o almeno la maggior parte di loro, aveva con i figli una relazione unidirezionale, nel senso di dare soltanto, senza ricevere nulla e senza concedersi mai spazi propri. Paradossalmente anche questo rapporto può essere considerato una forma di egoismo: un modo soffocante per stabilire una posizione di superiorità.
E’ sano e giusto, a mio parere, che il genitore di oggi si coltivi spazi propri. Non sempre è sano però che il genitore costringa i figli a condividere quegli spazi con lui.
L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare
ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.

Commenti

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Marco Rossi
oltre un anno fa

Molto bella la definizione di egoismo.
La storia di questa bambina mi ha molto colpito e non ho potuto fare a meno di sentirmi coinvolto, pur non avendo figli.
Sarebbe bello darle una mano. Grazie a Jolly per lo stimolo.
DOC

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francesco Meschizzo
oltre un anno fa

si potrebbe organizzare(ovviamente a breve viste le condizioni) qualcosa tutti insieme...io come studente ho poco da offrire...ma la voglia non manca...avete notizie recenti?per quello che ho capito il 28 giugno, un mese fa ormai, l' assicurazione e la permanenza sono finite...che ne è stato della bambina?

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