Fare esperienza

Scritto da Jolly Lamberti il 26-12-2013 in Psicologia
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Dal punto di vista della percezione e dell’apprendimento, sia la tecnica che la sicurezza hanno molte cose in comune. Hanno entrambe, come condizione necessaria al loro perfezionamento, l’esperienza. Solo l’esperienza conduce a una “sensazione” globale della sicurezza ( non posso solo capire la sicurezza, la devo sentire), solo l’esperienza conduce a una sensazione immediata della tecnica ( non si può “capire” la tecnica, bisogna sentirla).
Ora c’è un problema.
I principali metodi di apprendimento sia della tecnica di scalata che della sicurezza, non funzionano pur essendo ottimi e giusti.

I principali metodi per l’insegnamento della sicurezza ( il metodo Cai, con la pedante e analitica trasmissione di manovre su manovre) a mio avviso non funzionano, pur insegnando cose giuste.
Questo per un motivo semplice:
L’esperienza è una delle poche cose che non si può trasmettere, che non si insegna, che non si può “capire”.
L’esperienza va creata. Ri- creata.
Il tentativo eccessivamente analitico di “insegnare” l’esperienza allontana l’allievo da essa. Perchè “capire” non è " sentire" e tutto ciò che riporta verso un eccessivo tecnicismo analitico allontana dall’intelligenza animalesca necessaria per “sentire” anzichè, solo, “capire”.
Non è una soluzione didattica alternativa ma aggiuntiva. Va bene la conoscenza, ma questa non deve, come ora avviene, intossicare a tal punto la nostra capacità di “sentire” da farci perdere la profonda relazione e unione tra noi e l’ambiente.
Poichè la tecnica non è trasmissibile con metodi classici della conoscenza di “idee” ma che , a mio parere, idee analitiche Carusiane o Caiane portano a risultati peggiori, l’unico metodo per alzare il livello tecnico e di sicurezza è individuale e non massificabile e dunque non è un metodo; quello che deve fare l’istruttore è predisporre le condizioni favorevoli affinchè l’allievo possa ri-creare l’esperienza, affinchè possa trovare un habitat fertile per porsi in relazione forte, ma inconsapevole, con la natura.
Per quanto riguarda la sicurezza, il metodo caino da una parte, e l’eccesso di attrezzatura dall’altra, non potrà innalzarla, in quanto porta verso l’allontanamento dal sè, e la ricerca di tecnicismi, forse conosciuti e ricordati, ma non “sentiti”, obnubila l’immenso potere che scaturisce dall’unione di corpo, mente, natura, cultura.
Sia i metodi eccessivamente analitici, che la eccessiva messa in sicurezza delle pareti e delle montagne ci tolgono la possibilità di ricreare una esperienza profonda, oltre a " ridurci" in un erroneo e cartesiano Cogito ergo sum.
Quando, al contrario, il sesto senso della sicurezza e della tecnica scaturisce dalla unione globale tra mente, corpo, emozione e ragione in un più potente e animalesco sentire.
L’approccio riduzionistico, nell’arte della scalata, è proprio dei perdenti.
La tecnica cessa di fluire quando si interrompe la relazione tra il sé e l’ambiente.
La sicurezza diminuisce quando si interrompe la relazione tra il sé e l’ambiente.
L’unico modo per innalzare il livello di tecnica è quello di predisporre un habitat nel quale si impari a sentire più che a capire.
I metodi analitici tendono a corticalizzare la propriocezione, cosa che equivale alla morte del gesto fluido.
Come dice Lorenzo Merlo, in un suo interessante articolo ( http://www.victoryproject.net/upload/articoli/1656123816.pdf)
l’unico modo per innalzare il livello di sicurezza è aumentare l’habitat della creatività, per saper reinventare soluzioni nuove e intuitive.
La condizione, per arrivare a questo, è diventare un tutt’uno con il corpo e con la natura, come lo stambecco quando attraversa il pendio di neve.

Commenti degli utenti

Ho avuto la fortuna di ricevere, come punto di partenza, una formazione molto accurata su sicurezza e attrezzatura, ma solo arrampicando tantissimo in falesia, mettendo in pratica e, a volte, in discussione ciò che ho imparato, e scontrandomi con i miei errori, sento di aver veramente capito e interiorizzato ciò che mi era stato insegnato.

Se non avessi arrampicato tanto, e fino a quando non ho iniziato ad arrampicare tanto, probabilmente tutti quegli insegnamenti sarebbero stati causa di un blocco, e di tante paure, invece di aiutarmi ad arrampicare meglio.

Quindi sono assolutamente d'accordo con quello che scrivi.

26 Dic 2013

imparare e poi dimenticare. Ma come avviare il processo?
Il fare attività è l unico modo, è vero, ma la fase di apprendimento la vedo difficile che possa
non passare per un approccio riduzionistico e razionale.

27 Dic 2013
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27 Dic 2013
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