Blocca Baiò
Scritto da Jolly Lamberti il 09-12-2009 in Storie vere
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Felice di Tivoli partì deciso su Beraultmania, un duro 7a attrezzato con vecchi chiodi a pressione. Baiocco lo assicurava con quel suo solito fare assorto, distante.

La via parte da uno scomodo terrazzino. Sotto c’è un salto di roccia di almeno tre metri che termina in uno sgarrupo pieno di fratte, che confluisce a sua volta in una cispa di more cresciuta su delle rocce aguzze.

Felice arrivò all’altezza del primo chiodo, ma non lo moschettonò. Forse era anche lui assorto, oppure si adeguava all’usanza dell’epoca di saltare talvolta i rinvii.

 Arrivò all’altezza del secondo chiodo. Non lo moschettonò. Invece si mise in una posa curiosa, col corpo quasi orizzontale, una gamba poggiata su una sporgenza, alla stessa altezza della mano, ma molto più a destra; l’altra gamba in bilanciamento. Come a voler anticipare con quella figura un movimento ultramoderno che adotteranno poi ( ma lui ancora non lo poteva sapere) i futuri campioni. Forse aveva visto un filmato francese. Forse semplicemente stava provando una figura. Nessuno seppe mai cosa avesse per la testa Felice di Tivoli in quel momento.

Si mise orizzontale, come sdraiato in parete su un invisibile triclinio, poi disse:

“Blocca Bajò”.

Baiocco bloccò.

Ma non c’era nessun moschettone passato nella corda. Gli astanti soffermarono lo sguardo curiosi.

Uno scalatore sdraiato in parete su un letto invisibile chiedeva di appendersi su un rinvio invisibile.

Baiocco tirò la corda e ruppe l’incantesimo. Lo tirò giù e Felice cominciò a precipitare. Rimbalzò sul terrazzino di partenza, volò dal salto sottostante, caracollò per lo sgarrupo capriolando nella cispa di more. Tibia e Perone.

L’aneddoto fece presto il giro d’Italia. In quel periodo anche in Piemonte si potevano udire scalatori che prima del “resting” gridavano al compagno:

“Blocca Bajò”. 

tratto dal libro " la decadenza della scalata moderna e altri racconti" in fase di pubblicazione. copyright Alessandro Jolly Lamberti

Commenti

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Admin
oltre 2 anni fa
Un utente anonimo ha scritto:

... e allora vogliamo parlare di quando, sempre a Pietrasecca (falesia nei dintorni di Roma) un buontempone (non faccio nomi sorry) saliva da secondo , ovviamente togliendo i rinvii e... tolse anche l'ultimo in catena!!! tutti a gridare rimettilo , rimettilo, lui capito l'errrore rimette il rinvio in catena (era totalmente sciolto a 25 metri da terra ovvio) e ripassa la corda, si fa calare e successivamente compra un siluro di cera alto 4 metri da accendere in chiesa a S. Antonio :)))!!!

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Admin
oltre 2 anni fa
Un utente anonimo ha scritto: "?"

E chi era 'sta volpe?

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tonino vaan
oltre 2 anni fa
.felice

.cmq il mitico felice... era una vera promessa

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Marcello Iannini
oltre 2 anni fa
Blocca Bajo!!!

Grande Jolly. Bellissimi i tuoi racconti.

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