La scelta dei materiali

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Decine di persone ogni mese mi chiedono consiglio sul materiale da comprare. Vorrei, in questa nuova rubrica, cominciare a tracciare delle linee guida generali per potersi meglio orientare nella scelta della attrezzatura. Posso permettermi di affrontare questo delicato argomento per due motivi: il primo, la mia esperienza quasi quarantennale; il secondo motivo è il fatto di essere svincolato da rapporti di sponsorizzazione o collaborazione con ditte produttrici di materiale da arrampicata. Questo sito è, per ora, assolutamente privo di pubblicità e io non ho, né come atleta né come scuola di arrampicata, legami economici che potrebbero mettere in dubbio l’onestà dei consigli di acquisto.
Detta in quattro parole: questa non sarà pubblicità.
Iniziamo con la scelta della corda.

Corde dinamiche per la scalata in falesia su monotiri.
C’erano una volta un bacherozzo e un porcellino d’India che volevano lanciarsi da una parete legati a una corda. Qualcuno aveva detto loro che c’era bisogno di una corda dinamica. Cercando alla base della falesia, trovarono un elastico, uno di quelli colorati che si trovano nelle cartolerie. Lo tagliarono in modo tale che non fosse più un anello, ma uno spezzone di corda. A questo punto salirono sopra un risalto di roccia e fissarono un capo dell’elastico a una radice.
“Mi butto prima io”, disse il porcellino, “così verifichiamo la tenuta della corda”. Il porcellino si legò alla vita l’altro capo e si lanciò. L’elastico non si ruppe, ma si allungò così tanto, sotto il suo peso, che il porcellino si schiantò al suolo. “Questa corda era troppo sottile per lui”, pensò il bacherozzo, ma andrà bene per me. Si legò l’elastico alla vita e si lanciò dalla parete. Ma il bacherozzo era talmente leggero che l’elastico non si allungò per nulla e, come fosse attaccato a un cavo d’acciaio, si schiantò di schiena contro la roccia spiaccicandosi tutta la sua gobba.
Ecco allora alcuni consigli per la scelta della corda:
Lunghezza: 70 metri o 80 metri. Mai meno di 70 metri.
Diametro: sconsiglio diametri superiori a 9.8mm tranne che per i casi particolari che dirò in seguito. Il diametro iniziale tende a aumentare in breve tempo (la corda tende leggermente a gonfiarsi) e presto ci si ritrova con un canapone che ha perso elasticità (rischio cadute meno ammortizzate) e che non scorre nel Gri-gri.
Non è vero che una corda molto grossa sia più sicura per un principiante, e questo perché con i canaponi è più difficile manovrare il Gri gri con la procedura Petzl (l’unica valida): l’assicuratore che usa un canapone tende a mollare la corda in entrata per premere sullo strumento quando deve dare corda mentre, con le corde sottili, il Gri gri viene usato come fosse un secchiello; con una corda troppo grossa, inoltre, quando il primo di cordata deve moschettonare rapidamente, la corda non gli arriva subito e aumenta il rischio di pericolose cadute con la corda in mano.
Non è vero che il Gri gri non blocca una corda sottile: se si tiene sempre la mano sotto, il Gri gri blocca anche una corda da 8 mm; il Gri gri non blocca solo se lo si usa male. Quando avvengono i (sempre frequenti) incidenti con il Gri gri e l’assicuratore dichiara che il Gri gri non ha bloccato, mente: il Gri gri non ha bloccato perché lui ha stretto la corda sopra e non quella sotto. Il Gri gri non ha bloccato perché lui lo ha usato male, ma questo non dipende dal diametro della corda, ma solo dalla procedura.
Non è vero che il secchiello sia più sicuro del Gri gri (caduta- sbalzo del secondo- secondo che di istinto molla le mani per pararsi!). Il Gri gri non è sicuro soltanto perché, ancora oggi, la maggior parte delle persone non lo sa usare.
Il diametro della corda va scelto anche in funzione del proprio peso. È incredibile come quasi nessun negoziante chieda mai il peso del cliente che deve acquistare la corda. Una persona di 90/100 kg che si appende, da secondo di cordata, a una corda Beal di diametro 9.1, produce un allungamento tale da farlo precipitare a terra anche dopo quattro metri di scalata. Al contrario, una ragazza di 50 kg che vola, da prima, utilizzando un vecchio canapone della Mammut da 10 mm (le Mammut tendono a diventare molto rigide), non produrrebbe molto allungamento, e la caduta risulterebbe statica, poco ammortizzata e pericolosa.
Ricapitolando
-persone molto leggere o ragazzini (45/55 kg) dovrebbero comprare corde sottili e elastiche (per esempio Beal Joker 9.1 o Tendon master 8.9, Edelrid Swift 9.2, Sterling nano 9.2, Pertzl Volta 9.2) ma non fare usare la propria corda agli energumeni che le accompagnano, altrimenti l’usura di queste corde così sottili sarebbe troppo veloce.
-60/70 kg va bene da 9.2 mm a 9.5mm.
-Per un peso di 70/80kg va bene un diametro da 9.4 a 9.6 circa.
-I pachidermi da 90/100 kg dovrebbero utilizzare corde da 9.8 mm a 10.4mm.
Per le ragioni che ho detto, penso sia meglio non scambiarsi le corde: la corda deve essere personale.
Per altre evidenti ragioni, ricordo che non bisognerebbe mai assicurare un compagno che ha un peso troppo differente dal proprio, sia in un senso che nell’altro (compagno troppo pesante: rischio di farsi sbattere violentemente contro la parete e di farsi arrivare in testa il compagno. Sicura a un partner troppo leggero: difficoltá nell’ammortizzare la caduta, che risulta sempre troppo statica.)

In queste tre situazioni è sempre conveniente scegliere una corda di diametro più grande (9.8/ 10mm), indipendentemente dal proprio peso:
-Se si userà la corda prevalentemente per scalare da secondi.
-Se si userà la corda per superlavorare una via, quindi molti voli corti, molti blocca-molla-blocca-molla.
-Se si userà la corda prevalentemente in palestra indoor.

Tutte le corde che vengono vendute sono certificate e dunque rientrano nei requisiti minimi o massimi per il numero di cadute, la forza di arresto elasticitá etc. Quello che cambia sono le caratteristiche. Il luogo comune che vuole le Beal molto elastiche (non buone per il top rope ma ottime per assorbire la forza di arresto nelle cadute da primi) e le Mammut più economiche che diventano dei canaponi rigidi, è abbastanza vero.
Per una corda da falesia, il trattamento impermeabilizzante non è sempre un vantaggio, anzi può rendere la camicia più dura e la calata più a scatti.
Le corde, con un uso medio di una o due volte a settimana, andrebbero comunque cambiate ogni anno. La corda, se conservata bene, dopo qualche anno continua a tenere, ma perde molte caratteristiche importanti come la manovrabilitá e l’assorbimento della forza di arresto.
Personalmente, negli ultimi anni, mi sono molto allontanato dal consumismo e sono contrario alla obsolescenza programmata dei prodotti, sono favorevole alla condivisione, alla riparazione, al riciclo, ma tutto questo NON PUÓ essere applicato al materiale di scalata.
Molti scalatori usano come corda dei vecchi canaponi ormai secchi, privi di elasticità e soprattutto accorciati dai numerosi tagli della parte finale consumata.
Questo é pericoloso, la corda può non essere più sufficientemente lunga e sufficientemente elastica.
(Prossimamente parleremo di Imbrachi, rinvii e scarpette.)
Foto di Davide Battistella.

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