Smearing o Edging? La scelta delle scarpette.

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Sul mercato oggi si trovano molti tipi di scarpette che rientrano in tre grandi categorie: quelle da “Edging”, quelle da “Smearing” e le vie di mezzo polivalenti.
1) Edging: quando si usa il bordo o la punta della scarpa su appoggi molto piccoli e netti. Per capirci, portando all’estremo questo tipo di sensazione, immaginate di usare un rampone su una piccolissima asperità della roccia: state facendo “Edging”. Una scarpa da Edging consente una minore sensibilità ma la rigidità della sua struttura può sostenere buona parte del nostro peso. In genere le scarpe da Edging sono dure, leggermente asimmetriche (verso gli alluci, dove devono convogliare tutta la forza), alcune hanno anche la suola un po’ arcuata verso il basso. Alcuni esempi di scarpe da Edging: molti modelli della “Scarpa” (marca Scarpa), per esempio le Vapor; le Miura , le Katana lacci, le Otaxi, della “La Sportiva”. Le Katana velcro (“La Sportiva”), solo quando sono nuove. Le Anasazi (“Five ten”) sono da Edging moderato, abbastanza polivalenti.
2) Smearing: quando si usano le scarpette “spalmandole” sulla roccia, usando più superficie, con molta sensibilità (vantaggio) ma minore rigidità (svantaggio, perché è con la rigidità del corpo unico piede-scarpetta che si contrasta la forza di gravità). In genere le scarpe da Smearing sono molto flessibili, morbide, talvolta (ama non sempre) asimmetriche , talvolta (ama non sempre) leggermente arcuate verso il basso. Negli ultimi anni, la maggioranza dei nuovi modelli della ditta “La sportiva” si sono orientati verso lo Smearing: Futura, Speedster, Skwama, Genius, Solution e le ballerine in genere; questo perché sono scarpe più facili da usare e ottime per l’indoor. A differenza delle scarpe da Edging, le scarpe da Smearing, proprio perché vanno usate prevalentemente in “spalmata”, mantengono la loro funzione anche dopo un uso prolungato nei mesi.

Generalmente le scarpe da smearing, vanno calzate molto strette, poiché non hanno una struttura che impedisca la flessione del piede; mentre quelle da Edging, più dure e spesso anche più scomode, non è necessario calzarle troppo aderenti.
Come scegliere la propria scarpetta da arrampicata ?
Usare il piede in spalmo o in Edging dipende in primis dalla situazione: lo scalatore dovrebbe essere in grado, indipendentemente dalla scarpa che usa, di usare e “sentire” il proprio piede sia in spalmo che in modalità “rampone”. Lo scalatore esperto riesce a usare in spalmo estremo anche una scarpa da Edging, il viceversa (stare su una microtacca stile Down Wall con una scarpa da spalmo) invece, è molto più difficile.
La recente grande diffusione delle scarpette da “Smearing”, soprattutto quelle “no Edge”, è dovuta al fatto che questo tipo di scarpa sia più facile da usare: non è necessario essere molto precisi, restituisce facilmente il feedback sul punto di scivolata (quanto si può spingere prima che il piede perda l’appoggio), non necessitano di grande sensibilità. Su difficoltà elevate, soprattutto su roccia e su pareti non troppo strapiombanti, questo tipo di scarpa “facile” tende a flettersi troppo, gli alluci si rigirano verso l’alto, e ne consegue un maggiore sforzo sulle mani.
È facile il paragone sciistico: sci corti, leggeri e flessibili danno l’impressione, anche al principiante, di girare da soli. Gli sci più rigidi, pesanti, un poco più lunghi e meno sciancrati, invece, riescono a farli girare solo gli sciatori da gara.
Le scarpe da Smering sono più facili e divertenti, ma hanno dei limiti strutturali, che si evidenziano su difficoltà elevate, soprattutto outdoor, e non possono essere spinte all’estremo su pareti verticali o poco strapiombanti. Le scarpe da Edging sono più difficili da usare, ma hanno come unico limite la bravura di chi le indossa.
Un altro fattore importante è il peso dello scalatore e la lunghezza del suo piede. Se si è molto leggeri e con il piede piccolo, una scarpa da Smearing diventa una scarpa da Edging: sta li, non si piega. Scalatori corpulenti con i piedi lunghi dovrebbero, invece, scegliere scarpe più rigide.
Per un uso prevalentemente indoor – dove gli appoggi sono quasi sempre o molto sporgenti, o hanno grande superficie da caricare in aderenza (volumi) – le ballerine e le scarpe da Smearing sono preferibili.

Un’altra cosa da considerare, è la durata della tensione della struttura (non della suola, che è facilmente sostituibile). Le classiche scarpe polivalenti della La Sportiva, come la Miura o La Katana, hanno una eccezionale tenuta in Edging, ma solo per poche settimane di utilizzo, poi si “sbarcano”. La leggenda vuole che Adam Ondra, quando provava “la Dura Dura” cambiasse un paio di scarpe per ogni tentativo. E che per fare la Down Wall abbia usato 8 paia di scarpette. I modelli della Scarpa hanno una tenuta strutturale più lunga nel tempo (ma hanno una calzata più scomoda).

In sintesi:
Bambini, ragazze minute, indooristi, scalatori da Grottoni, scalatori molto leggeri e molto forti, chi non sa usare i piedi, chi cerca una scalata “plasir”, soprattutto “a vista”: scarpe da Smearing.
Chi, come me, odia la sensazione dell’alluce che si piega insieme a tutta la scarpetta, quando si carica una piccola sporgenza: scarpe da Edging sempre nuove e con il bordo della suola un poco limato.

Commenti degli utenti

no edge

Non sono d'accordissimo sul fatto che queste scarpe (speedster e futura) siano a prescindere inefficaci sul verticale/appoggiato. Se calzate strette da un piede muscolarmente forte sono efficacissime in situazioni ibride (semispalmate su roba piccola, che "esiste" ma non é netta...né edge né smear), abbastanza comuni sulle placche a fontainebleau, tanto più se dure (la sola ripetizione italiana di Duel é stata fatta in speedster). Il mitico jean pierre bouvier sostiene addirittura che tali calzature siano tanto eccezionali in tali situazioni quanto ciofeche inutili in ogni altro caso! Ma forse é una particolarità dovuta più alle forme e al grano dell'arenaria che alla scarpetta...

04 Gen 2017

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