Il serbatoio di allenabilità

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Ogni scalatore può ben tollerare soltanto una quantità limitata di allenamento, oltre la quale, tutto lo sforzo in più diventa inutile o addirittura dannoso.
Come se ognuno di noi avesse un proprio “serbatoio di allenabilità”. Alcuni hanno questo serbatoio più grande, altri più piccolo, e questo dipende dall’allenamento, da fattori genetici e di età.
Avere un grande serbatoio, e dunque una grande capacità di buttare dentro allenamento senza andare in over-training, è uno dei fattori necessari (non sufficienti) per diventare un campione.
Immaginate di riempire il vostro serbatoio soltanto a metà: avrete poco miglioramento. Se, invece, riuscite a riempirlo tutto, il miglioramento (la sovra compensazione) sarà il massimo possibile.
Immaginiamo ora di continuare a riempire anche quando il serbatoio è pieno, come quando, con la pompa in mano, non ci accorgiamo di aver fatto il pieno e la benzina inizia a fuoriuscire dal serbatoio. Ebbene, tutta quella benzina che strabocca diventa indigesta. Impedisce la reazione adattativa che porta al livello superiore; diventa stanchezza, infiammazione, può diventare malattia.

Chi ha questo serbatoio più grande, può diventare più forte.

Se valesse veramente l’ uguaglianza allenamento=miglioramento,
Tutti i maniaci compulsivi dell’allenamento diventerebbero dei campioni; invece sappiamo benissimo che non è così.
Il carico di allenamento buono per Usubiaga, potrebbe essere inutile per Ondra e dannoso per me stesso.
Solo il doping (non sarà il nostro caso) può velocemente allargare questo serbatoio.
Il doping permette di potersi allenare tantissimo, senza andare in overtraining. Ma con conseguenze etiche e sanitarie disastrose.
Quindi né il carico né il riposo tra i cicli potrà essere definito a priori, poiché il serbatoio è diverso da persona a persona. Ognuno dovrà ascoltare e riconoscere i primi sintomi da sovra-allenamento: stanchezza precoce, prestazioni ridotte, dolori muscolari, tendenza a ammalarsi con febbricola, disturbi del sonno, leggera anemia e molto altro.
Allenandosi poco si mantiene il proprio livello, senza aumentarlo. Ma non si peggiora!
Quando il peggioramento è evidente o siamo ingrassati, o siamo ammalati, oppure è perché la benzina ha straboccato.
Il riposo è fondamentale quanto l’allenamento.
Questo discorso è specifico per la scalata: in altre discipline, come la corsa lunga o il nuoto, il serbatoio di allenabilità, se pur limitato, è molto più grande.
Questo perché nella scalata i distretti maggiormente interessati allo sforzo intenso sono piccoli (principalmente i flessori dell’avambraccio), e facilmente vanno in tilt (la cosiddetta “acciaiata”). Inoltre articolazioni piccole come quelle delle dita devono sopportare picchi altissimi di tensione: uno scalatore agonista, non potrà mai stare attaccato in parete tante ore al giorno quante ne passa in piscina un nuotatore agonista. No se vuole durare un po’ di anni.
In falesia, questo serbatoio di allenabilitá è più grande: rispetto al lavoro indoor, in parete naturale si riescono a tollerare maggiori carichi di allenamento, senza rischiare l’overtraining.
Esistono allenamenti che servono proprio a allargare il serbatoio di allenabilità. Ma di questo parleremo in un altro capitolo.

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